Il tuo SI per me
Il centuplo qui ed ora e la vita eterna domani, tu sei padre piu che mai

GRAZIE GIUSS
Al mattino (Adriana Mascagni)
Al mattino
Al mattino, Signore, al mattino
la mia anfora e vuota alla fonte
e nell'aria che vibra e traspare
so che puoi farmi grande, Signore
E le ore del giorno, al mattino
di tua gloria son tenera argilla.
Uno è l'alveo del mio desiderio:
che io ti veda, ed è questo il mattino
Mentre il mondo trema per la crisi economica c'è chi guarda il bello che c'è e riconsce l'Opera di un Altro

Cari amici,
sono appena tornato dal nostro cimitero dove ho sepolto un giovane ammalato e morto di AIDS. Come sempre eravamo in tre: l‘autista dell’ambulanza, la sacrestana ed io. Noi tre per accompagnare il corpo di Giuliano già fra le braccia della Trinità . Una piccola processione per le strade caotiche di Asunciòn, recitando il Santo Rosario e poi la sepoltura che sempre faccio seguendo le antiche usanze del mio paese in Italia: sottoterra, la benedizione e poi con il badile un po’ di terra sopra il cassone per ricordare ciò che siamo ma non siamo solo questo, siamo infinitamente di più.
Clikka qui per continuare

Ventanas (DAVIDE VAN DE SFROSS)
veent de segunda risma,
svolza la föja ferma...
veent a cavàll de l'unda
ogni pees lassa che'l funda...
sbroja tüta la matassa,
quajcoss ciàpa quajcoss làssa...
tira tira drizz el fiil
e pö làssa che'l se rillàssa...
veent cunt'el pàss balòss
quell che vöri mea tirum via de dòss
slàrga el fiaa e bùfa in giir i stell,
lassa el to' disegn in sö la mia pell...
tirum via la smàgia
della mia pagüüra
e scancela el pass
de quaand che gira l'ura...
ciàpa i mè suspiir
e porta indree i suriis
basa la muntagna
cunt i cavej griis....
neta la mia fàcia
neta la mia umbrìa
fàmm una carèzza
prèma de nà via....
Ho scattato questa foto domenica scorsa verso le 18.00 insieme al mio secondogenito.
Camminavamo insieme io e lui nel silenzio in riva al nostro lago con i suoi profumi ed i suoi suoni, non parlavamo non ce ne era bisogno,ogni tanto i nostri sguardi si incrociavano e appagati da questo silenzio connivente continuavamo a camminare ed ascoltare quello che il lago aveva da dirci.
Il lago ti ascolta e si fa sentire!
Il lago è parte di noi
Mi è venuta in mente la canzone di Davide perche spiegava tutta l’intensità di quel momento , due uomini,il lago e il vento che non c’era, ma come accade qui da noi, può arrivare da un momento all’altro a prendere i nostri pensieri a ridarci i sorrisi, a baciare le montagne innevate a ripulire la nostra faccia e la nostra ombra e farci una carezza prima di sparire nuovamente.
Grazie mio piccolo grande uomo!
“LOVE WILL TEAR US APART -- L’ amore ci straziera’”

Girando in rete mi sono imbattuto in questa notizia :
“… stiamo parlando del furto della pietra tombale di Ian Curtis (nella foto qui), il frontman dei Joy Division. Il furto è avvenuto in un cimitero del Cheshire tra martedì pomeriggio e mercoledì mattina…”
La notizia oltre che a stupirmi e ferirmi mi ha fatto tornare alla memoria tanti ricordi di gioventù quando ancora non ero salito sulla pianta di sicomoro.
IAN CURTIS era il cantante della band inglese dei JOY DIVISION, i precursori a loro insaputa del movimento che prenderà il nome di Dark, anche se a me non è mai piaciuta questa riconoscenza!
IAN era un poeta “maledetto ” e soffriva di epilessia, spesso ai concerti dei Joy Division lui aveva questi attacchi, in realtà il suo vero male non era questo lui soffriva del cosi detto “ male di vivere”.I suoi testi erano dei gridi di dolore.
A causa di questo suo male Ian all’età di 23 anni si tolse la vita.
Ian curtis era pieno di domande senza risposta ed il suo grido fu solo interpretato come un occasione di business.
I dischi dei Joy Division li ho letteralmente consumati e li tengo come delle reliquie.
“Love will tear us apart” fu uno dei loro memorabili brani ,” l’amore ci divederà e ci strazierà”.
Cosa mancò a Ian ? é la domanda che mi pongo.
La Compagnia ! un amicizia capace di compagnia , non un discorso sui problemi dell’esistenza, ma dei volti che ti guardano e che ti dicono : io non so perché ma quello che senti te lo sento anche io.
Il male di vivere lasciato solo è come un amore troppo grosso che ti ferisce fino a straziarti.
Il male abbracciato è come un amore che ti allarga il cuore e ti fa vivere ora !
Riposa in Pace IAN …finalmente in pace!
Per chi vuole approfondire:
Questo è un libro da leggere! Fa parte di quella fetta di cultura poco conosciuta e da me tanto amata. Giovanni Lindo Ferretti è un genio della cultura, apprezzo soprattutto la sua capacità di giudizio staccato dal potere.
E’ un libro autobiaogarfico stupendo!
Ferretti ex cantante dei CCCP e poi dei CSI e poi dei PRG ora canta antichi canti popolari e Litanie. Nel suo libro racconta del suo ritorno a Casa… ecco una recensione che mi piace:
“A partire dalla storia e dalla geografia della zona dell'Appennino emiliano da cui proviene la sua famiglia e dove lui stesso è nato, Giovanni Lindo Ferretti traccia una sorta di grande storia epica composta da diversi quadri, nei quali la vita dei suoi parenti e la sua si intreccia a quella del mondo circostante. Dal Sahara algerino alla Lisbona della Rivoluzione dei garofani, dalla Jugoslavia alla Mongolia, dal Salento al Sudafrica, da Reggio Emilia a Gerusalemme: i viaggi di Ferretti sono occasione di mille incontri e di mille riflessioni ma soprattutto segnano le tappe di una maturazione umana originalissima. Partito dal suo paesino appenninico, passato attraverso i sogni e le follie di un'intera generazione, Ferretti riscopre in giro per il mondo la strada che lo riporterà a casa, sui suoi monti, ad allevare i suoi cavalli.”
A dire il vero Giovanni Lindo a casa, ha ritrovato anche la fede fatta di umili gesti legata alle proprie origini e tradizioni. E’ stato ed è ancora criticato per questo.
Qualcuno si é lamentato del suo avvicinamento a Ratzinger,che Ferretti a deciso di studiare prima che divenisse Papa, stufo di ascoltare esclusvamente le critiche dai media
“Credo di aver letto tutto quello che ha pubblicato, tolti i testi più “tecnici”. Mi ero stufato, qualche anno fa di leggerne su Repubblica tutto il male possibile. Sono andato in libreria e ho chiesto se questo Ratzinger avesse scritto qualcosa. Mi hanno indicato una pila di libri. Da lì ho scoperto un genio prima che diventasse Papa”.
Ecco una persona libera che non si ferma a quello sentito dire ma vuole egli stesso verificare
“cantante dei CCCP fedeli alla linea in regressione genetica tornavo a casa, la mia, dei miei, del borgo natio” “sono le lande poco abitate che mi attirano. Gli Animali, le Steppe, le Foreste” “più che sul palco, a mio agio nei campi, nella stalla”.
Grande Giovanni !
PS: La frase che ho usato per descrivermi è tratta da questo libro.
"Corazón maldito por què palpitas?”, “Cuore maledetto perché batti?”

Un bambino fuggito verso Gesù, travolto dal ’68, toccato dall’amore e graziato dalla depressione. Giussani ne ha fatto lo sposo della purezza e il padre degli ultimi
Missionario della Fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo in Paraguay dal 1989, don Aldo Trento ha sessantadue anni. Bellunese, parroco della chiesa di San Rafael ad Asunción, dal 2004 è responsabile della clinica per malati terminali intitolata a san Riccardo Pampuri. In questo luogo arrivano pazienti in fin di vita, malati di cancro o di Aids, e persone abbandonate a loro stesse, che non hanno più nessuno in grado di accudirle. Il 2 giugno di quest’anno il presidente della Repubblica italiana gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella della solidarietà. Il testo qui pubblicato è il discorso tenuto al Meeting di Rimini giovedì 28 agosto all’interno del ciclo di incontri intitolati: “Si può vivere così”.
Clikka qui per leggere l'intervento: Io giaccio con la verginità
"Una pagina del Vangelo che mi colpisce è quella che descrive il momento in cui Gesù passa in mezzo alla folla di Gerico. Il capo della mafia di Gerico, Zaccheo, si arrampica su un sicomoro per vederLo, perché era piccolo di statura. Gesù gli passa vicino, guarda su, dove si era issato, e gli dice: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua» (Lc 19, 5). Immaginiamo che cosa ha dovuto sentire quell'uomo! È come se Cristo gli avesse detto: «Io ti stimo, Zaccheo, fai presto a scendere, vengo a casa tua». Ma quell'incontro non sarebbe vero - sarebbe come se non fosse avvenuto duemila anni fa - se non avvenisse adesso. Un uomo non può aderire a Cristo se non percepisce che è vero oggi! Gli incontri con persone che ci guardano e ci comprendono come Gesù ha guardato e compreso Zaccheo, e che noi possiamo guardare, sono i fatti più importanti della vita. «.Guardate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi»: è l'invito di uno dei primi documenti cristiani, la Didaché."
(da Conversazioni di mons. Luigi Giussani)
---------------------------------------------------------------------------
Ecco perche’ ho scelto il nome Zaccheo come titolo per il mio blog.
Zaccheo lo sono stato qualche anno fa’, quando disperato, incuriosito e stremato dal desiderio di verita’ e bellezza per la mia vita,sono salito su un albero per vedere meglio, per avere risposte, ed ho visto i Santi passare come allora con Gesu’. Mi hanno detto vieni e vedi !
E cosi ho incontrato la verita di me che c’era gia, la risposta a : ma che c’entro io con le stelle?
Cristo mi ha guardato e riafferrato come mai prima . Attraverso dei volti carnali e semplici , mi ha detto: «Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua»
Quei volti erano e sono la CHIESA.!
Incontro desiderato, perché ora come non mai, mi rendo conto che essere abbracciato da Cristo è quello che ho bramato per me, da sempre.
Questo blog sarà il racconto, attraverso la realtà, cioè attraverso fatti concreti, di ciò che ho incontrato e che continuo ad incontrare ogni giorno.